venerdì 15 febbraio 2013

Antiberlusconismo da pennivendoli, ancora ?

Parlare ancora, al giorno e coi problemi d'oggi, di antiberlusconismo fa più ridere di quando, in tempi economicamente più prosperi, il Cavaliere stesso agitava in tv lo spettro del pericolo comunista o di guerre civili simil-ex-Jugoslavia in Italia (almeno lui ha smesso, preferendo andare a farsi fottere (letteralmente)!). Cadono le braccia a rendersi conto di quanto i vari guru dell'intellettuallità (cosiddetta) di sinistra (cosiddetta) dimostrino di essere profondamente ignoranti dei veri problemi del Paese. Verrebbe da chiedersi se si tratti di una ignoranza inconsapevole o interessata. Leggo ancora una volta su Left (cfr. qui), tra il disgusto e la voglia di mettersi a ridere, i numeri da circo giornalistico di uno speculatore retorico e morale di cui già questo blog si è occupato. Dispiace vedere quanto sia caduto in basso il settimanale erede di Avvenimenti, di cui lo scrivente ricorda con tenerezza di essere stato un lettore assiduo quando era un ingenuo studente liceale, una vita fa. Ancora una volta l'immensa tragedia della Shoah è evocata a fini politici-strumentali, per prendersela contro la nuova uscita del Cav su Mussolini che avrebbe fatto anche "cose buone"... Da una lettura delle opere dell'articolista in questione, che è un noto storico, si evincerebbe che anche l'Inquisizione avrebbe fatto cose buone e che la sua azione sarebbe stata "modernizzatrice" per l'Italia (queste originali teorie gli hanno pure garantito un certo successo editoriale, pubblicando con una casa editrice del gruppo Mondadori). Ma non divaghiamo...
Il brillante speculatore morale in azione si serve di un libro che tratta le storie dei bambini ebrei italiani vittime dell'Olocausto (pubblicato da un editore di proprietà di Berlusconi). Cita uno storico tedesco vicino alla Merkel (che nella sua intervista parla palesemente da politico e non da storico) e allude al fatto che Berlusconi ha fatto le sue affermazioni su Mussolini alla stazione di Milano, da cui sono transitati settanta anni fa i treni per Auschwitz... Il geniale passaggio conclusivo, segno di una maturità democratica veramente invidiabile, è che Bersani e Monti non dovrebbero accettare il confronto tv con Berlusconi, perché non ci si siede neanche al tavolo con chi nega l'Olocausto o difende le politiche nazi-fasciste di persecuzione degli ebrei. Che voli pindarici !!! Verrebbe da puntualizzare: ma Berlusconi non ha né negato l'Olocausto né difeso le persecuzioni antisemite. Autorevoli storici (spesso di sinistra) si sono posti il problema del consenso su cui poggiava il regime hitleriano e hanno posto l'accento sulle politiche sociali naziste, che avevano aspetti moderni e avanzati e che vennero accolte bene dalla popolazione. Nessuno li ha accusati di filonazismo !!!
Che c'azzecca quindi ? Ma sarebbe inutile cercare di fare ragionare lo speculatore morale in azione: farebbe finta di non capire e ripeterebbe le sue argomentazioni a macchinetta, come le macchinette elettroniche degli speculatori finanziari che con le loro operazioni avvelenano i mercati (ci si consenta per una volta, ludicamente, di combattere i voli pindarici con altri voli pindarici), rifiutando il contraddittorio. Li disegnano o li programmano così, col cip della più profonda disonestà intellettuale inside... Piuttosto fa ridere che certi personaggi si mettano a criticare l'opportunismo dei politici nostrani: loro si comportano allo stesso modo, e nei loro ambiti han fatto carriera usando simili sotterfugi disonesti. Verrebbe da ricordare la verve con cui il soggetto in questione intervenne diversi anni orsono in un dibattito storico-giornalistico (cfr. qui) sulle oscillazioni politiche di un suo illustre Maestro, passato in un batter di ciglia da "intellettuale organico" al Fascismo (con tentazioni filonaziste e antisemite per di più!) a "intellettuale organico" al nuovo Principe-mecenate della "Cultura" (e dell'Accademia),  il PCI togliattiano-stalinista (evitando così brillantemente le forche caudine della commissione per l'epurazione).
Nella sua rubrica della settimana seguente, il Nostro piazza un altro intervento dai toni apocalittico-moralistici sul "degrado di un Paese", tutto incentrato sul declino dell'università (cfr. qui): con dispiacere della corporazione dei baroni furbetti a cui lui stesso appartiene, diminuiscono gli studenti (cioè la carne da macello che fa ricca la corporazione stessa), perché studiare non dà più sbocchi, le famiglie d'altronde con la crisi stanno finendo li sordi, ed è meglio concentrare gli spiccioli che restano su investimenti più fruttuosi. Comprensibile: per quale ragione le famiglie dovrebbero spendere soldi guadagnati onestamente e con fatica per mandare i loro pargoli a imparare la scienza da gente come l'articolista in questione che se ne frega della meritocrazia e si preoccupa solo di piazzare parenti e servetti o di far propaganda ai suoi libri e alle sue teorie per narcisismo, sete di fama e potere ?
Questo però l'articolista e gli altri come lui non lo dicono. Quando si tratta invece di dare addosso a gente che sostiene politiche che vanno (o in passato sono andate) contro il loro interesse "particulare", allora eccoli a farsi belli con i loro penosi interventi da moralisti ipocriti sugli organi di comunicazione. Sarà invidia per chi è come loro ma ha avuto di più ?
Forse la misura è davvero colma e questi personaggi farebbero meglio a tacere, godendo in silenzio di quanto la fortuna (e non certo il loro valore intellettuale e morale o i loro meriti oggettivi) gli ha donato. Ma una tale riflessione spetterebbe alla loro coscienza, che purtroppo è sorda: bisogna conviverci dunque e accettare anche di sedercisi ad un tavolo per discuterci e smascherarli, al contrario di quello che loro (ipocritamente e anche un po' vigliaccamente) indicano di fare con chi non gli è gradito.

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