venerdì 1 marzo 2013

Populismo vs mediocrità


Francamente Galli della Loggia non mi è mai stato troppo simpatico. Lo vedo come complementare ai radical chic che lo detestano. Un conservative chic, direi. Razza che non ho mai tanto frequentato (ammesso che esista), al contrario dei radical chic, che conosco bene e mi fanno ribrezzo. Bullocrati, tecnocrati o "intellettuali" che vivono in una bolla, lontani dai problemi della vita reale della gente che lavora e che soffre. Non ho motivo di credere che gli intellettuali di destra in questo Paese siano tanto diversi. Monti stesso, alla fin fine, è un "intellettuale" (lo so...) di destra.
Ma su quel che questo soggetto scrive sul Corriere del 27 febbraio si possono comunque trovare degli spunti interessanti perché, forse ricordandosi di essere uno storico, si sforza di comprendere sulla base dei fatti più che di giudicare a prescindere.
Si dice che il risultato delle elezioni appena passate sia stato un trionfo del populismo. Ma di fronte ai "populisti", quale alternativa c'era? L'asse Monti-Bersani per far contenta l'Europa e i mercati e contenere lo spread? Almeno tale orrore sembra allontanato, miracolosamente. Alla fine gli Italiani sono stati molto meno scemi di quanto comunemente li si creda. Bersani, cioè il Niente, ha stravinto le primarie del PD, ma all'appuntamento che contava ha fatto miseramente flop... Il grigiocrate Monti, ovvero S.A.T.A.N.A, è stato pesantemente ridimensionato nelle sue ambizioni. Sappiamo bene quali erano i loro progetti, e gli Italiani stavolta consapevolmente o meno han votato difendendo il supremo interesse nazionale. Chapeau, per una volta, a questo "mostro irrazionale" del popolo, trattato come una massa di rincretiniti da politici nullafacenti, corrotti e incapaci, che non meritano altro se non essere liquidati tutti. Quel che vorrebbe fare il folle buffone Grillo. Ma è stata anche spesso la parola d'ordine del caro Burlesque, tanto mal consigliato purtroppo per lui e attorniato da troppi personaggi che in fatto di nullità competono alla pari con i "vecchi oligarchi tardoberlingueriani alleati con i giovani turchi dell'apparato" piddì, deplorati da Ernesto Galli.
Che forse si possa intravedere, infine, un po' di luce alla fine del tunnel? Non ci speriam troppo ...

Link: Atlante populista , Corriere della Sera, 27/02/2013

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